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In questi anni abbiamo corso così velocemente che dobbiamo ora fermarci perché la nostra anima possa raggiungerci. (Michael Ende) ---- A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro. Sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi. (Carl Gustav Jung)

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LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO

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LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO:QUANDO LA BANDA PASSAVA...
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53. CECÍLIA MEIRELES E LA SAUDADE di Chiara Passarella



La frase di Chico Buarque, riportata sotto al lettore musicale del nostro blog*, generando in me una fitta serie di associazioni ideali ed emotive, mi ha ricondotto ad una delle maggiori voci contemporanee di lingua portoghese:  Cecília Meireles (Rio de Janeiro 1901 – 1964). Per quanto riguarda la sua biografia segnalo un  link nel quale oltre a notizie sulla sua vita si possono leggere due poesie e trovare gli elementi fondamentali che hanno ispirato le sue liriche.  
Voglio però, da parte mia, porre l’attenzione su questi versi:


Da lontano ti devo amare
dalla tranquilla distanza
in cui l’amore è saudade
e il desiderio, costanza.
Dal luogo divino
dove il bene dell’esistenza
è essere eternità
e sembrare assenza.
Chi ha bisogno di spiegare
il momento e la fragranza
della Rosa, che persuade
senza nessuna arroganza?
E, nel fondo del mare,
la Stella, senza violenza,
compie la sua verità,
estranea alla trasparenza.

In questi versi ci sono amore, solitudine, natura, sensi e sentimenti declinati in maniera variegata, con fare delicatamanete femminile ed audacemente intellettuale, un fare poetico rimasto indipendente e personale nonostante Cecília abbia abitato l’ala spiritualista del modernismo brasiliano e sia stata permeata dal pensiero orientale attraverso la lettura di Tagore ed i molto viaggi fatti non come « turista » ma, come amava definire lei stessa, da  « viaggiatrice ». Siamo in presenza di una poesia modulata da versi brevi e fortemente musicali per ricchezza di ritmo e scelta delle parole. E’ altresì evidente il legame tra l’uomo e il mondo, legame ben riuscito attraverso l’atmosfera inconfondibile di tristezza e saudade.  A tale proposito riporto un brano in prosa di Cecília Meireles,  che penso possa arricchire il dibattito aperto ormai da anni sul significato stesso di saudade.
« La natura della saudade è ambigua: associa sentimenti di solitudine e tristezza, - ma, illuminata dalla memoria, guadagna contorno e espressione di felicità. Quando Garrett** l’ha definita come “delicioso pungir de acerbo espinho”, stava realizzando la fusione di questi due aspetti opposti nella formula felice di un verso romantico.
In generale, si vede nella saudade il sentimento di separazione e distanza da quello che si ama e non si ha. Ma tutti gli istanti della nostra vita non vanno ad essere perdita, separazione, distanza? Il nostro presente, appena raggiunge il futuro subito lo trasforma in passato. La vita è un costante perdere. La vita è, perciò, una costante saudade.
C’è una saudade risentita. Quella che desidererebbe trattenere, fissare, possedere. C’è una saudade saggia, che lascia le cose passare, come se non passassero. Liberandole dal tempo, salvando la loro essenza di eternità. E’ l’unica maniera, del resto, di dare loro permanenza: renderle immortali nell’amore. Il vero amore è, paradossalmente, una saudade costante, senza nessun egoismo. »
Infine per concludere e lasciare aperto il dibattito sul concetto di saudade, concetto che suscita molte interpretazioni e spiegazioni ormai da molto tempo e nei più svariati ambienti (da quello poetico letterario  a quello musicale e addirittura psicanalitico) voglio riporrate una definizione di Pino Cacucci, scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano :
« Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo”

 CHIARA PASSARELLA


* “Saudade é arrumar o quarto
do filho que já morreu”    (La saudade è mettere in ordine la camera
del figlio già morto )    
Chico Buarque, Pedaço de mim, 1977
  
** GARRETT, J.B.de ALMEIDA (1799-1854), poeta lirico, drammaturgo e romanziere. IL suo poema "Camões", 1823, é considerato il manifesto del romanticismo lusitano. Tra le sue opere: "Un auto de Gil Vicente", 1838; "Frei Luís de Sousa", 1843, considerato il capolavoro del teatro portoghese moderno; "Viagens na Minha Terra", 1846

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IN QUESTI ANNI ABBIAMO CORSO COSÌ VELOCEMENTE CHE DOBBIAMO ORA FERMARCI PERCHÈ LA NOSTRA ANIMA POSSA RAGGIUNGERCI

(Michael Ende)

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A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro, sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi.

(Carl Gustav Jung)