scorr

In questi anni abbiamo corso così velocemente che dobbiamo ora fermarci perché la nostra anima possa raggiungerci. (Michael Ende) ---- A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro. Sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi. (Carl Gustav Jung)

...in altre lingue...

...in inglese....

...in altre lingue...

LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO

LA FOTO DELLA SETTIMANA  a cura di NICOLA D'ALESSIO
LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO:QUANDO LA BANDA PASSAVA...
Questo blog non ha finalità commerciali. I video, le immagini e i contenuti sono in alcuni casi tratti dalla Rete e pertanto sono presuntivamente ritenuti pubblici, pur restando di proprietà del rispettivo autore. In ogni caso, se qualcuno ritenesse violato un proprio diritto, è pregato di segnalarlo a questo indirizzo : rapacro@virgilio.it Si provvederà all’immediata rimozione del contenuto in questione. RR
BENVENUTO! - Il Blog si occupa di Arte, Spiritualità, Creatività e Religione

141. COPERTINE DAL R’N’R AL METAL (sesta parte) di Roberto Latini

Le copertine metal: ARMI

L’energia dirompente del rock duro fa sì che la simbologia debba essere forte. Il suono delle chitarre e il pestaggio sulle pelli di batteria sono come spari. I riff ripetuti della distorsione sulla sei corde sono raffiche come di mitragliata. E così gli strumenti musicali sono imbracciati come armi, e sulle copertine appaiono anche le armi vere. Solitamente non si tratta di istigazione alla violenza, ma di pura provocazione simbolica, atta a sostenere una forte essenza della propria individualità. L’arma per dire che bisogna affermarsi; “si combatte”, “si lotta” per la propria libertà di espressione. Il sound violento del rock duro per sfogarsi e per urlare la propria rabbia o le proprie idee, senza mezzi termini e senza il politicamente corretto, visto quest’ultimo, talvolta, come un mezzo per ipocritamente non dire nulla. Il metal vuole colpire, è un colpo d’arma ruggente.

1.    Nel 1975 i Kiss, con le loro pose ad effetto, appaiono su “Alive” (disco dal vivo) in posizioni enfatiche e due di loro in particolare, il bassista “Vampiro”(Gene Simmons) e il chitarrista “Spaziale” (Ace Frehley), tengono rispettivamente basso e chitarra come a sparare. I loro proiettili sono accordi e suoni potenti. Del resto nei loro spettacoli esplosioni e fuochi sono anche reali effetti pirotecnici che si inseriscono continuamente nella struttura delle loro canzoni; non risultanto solo trovate di stampo sonoro ma anche luminoso e visivo, simili a bombe deflagranti (fumo compreso) e a mitragliatrici lampeggianti.

2.    Nel 1978 Ted Nugent in copertina mette un suggestivo disegno di se stesso che imbraccia una chitarra il cui manico è trasformato in canne di fucile che stanno sparando. Persino il titolo dell’album vuole esprimere il carattere guerresco del disco, infatti il titolo è “Weekend Warriors” (“Guerrieri del fine settimana”). In realtà il combattente Nugent esprime tale carica battagliera attraverso la caccia di cui è particolarmente appassionato, e nella caccia usa veri fucili. Ted ama le sensazioni forti, gli piace scuoiare e macellare personalmente le prede che cattura. E il rock duro è la sensazione musicale più estrema.

3.    Sempre nel 1978, anche gli AC/DC fanno della chitarra un’arma, stavolta però non diventa arma da fuoco, bensì da taglio. Con un fotomontaggio il manico è infilato nell’addome di Angus Young (il chitarrista) che risulta infilzato ed esplicitamente sanguinante, in una copertina assolutamente non rassicurante. Il disco è un live come a dire che i concerti sono agguerriti e carnali, vere battaglie di musica si, ma anche di corpi. Il titolo recita “If you want blood you’ve got it” (“Se vuoi sangue l’avrai”), per esprimere quanto la passione per la musica sia totale, con tutta l’anima fino all’ultima goccia; infatti l’arma è volta verso lo stesso musicista e non contro qualcuno, a significare che esso si dà tutto.
4.    Alla fine degli anni ’80 nasce una band d’attacco: si tratta degli scatenati Guns & Roses. Divengono subito un mito grazie alla loro carica dirompente e sanguigna. E’ un heavy alla Aerosmith ma con una punta di durezza in più. Il nome del gruppo usa esplicitamente “Pistole” e il loro logo ne vede due disegnate ed incrociate; le rose vorrebbero ammorbidire la simbologia, ma hanno le spine e quindi il tutto rimane potenzialmente un mezzo per ferire. Il loro rock non vuole essere rassicurante e quindi non lo è nemmeno la loro immagine, come si evince dalla copertina di questa raccolta.

5.    La musica dura a volte è politicizzata. Così è per i Pro-Pain, che nel loro album del ….”Absolute Power” mettono un uomo che usa la chitarra a mò di spranga o di mazza, così come avviene nelle manifestazioni violente di piazza. Sky Robertace Latini  



il video...clikka qui



Nessun commento:

* * *

IN QUESTI ANNI ABBIAMO CORSO COSÌ VELOCEMENTE CHE DOBBIAMO ORA FERMARCI PERCHÈ LA NOSTRA ANIMA POSSA RAGGIUNGERCI

(Michael Ende)

* * *

A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro, sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi.

(Carl Gustav Jung)