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In questi anni abbiamo corso così velocemente che dobbiamo ora fermarci perché la nostra anima possa raggiungerci. (Michael Ende) ---- A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro. Sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi. (Carl Gustav Jung)

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LA FOTO DELLA SETTIMANA a cura di NICOLA D'ALESSIO

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118. L’ANARCHIA DEL PROG-METAL di Roberto Latini

Le recensioni qui presentate hanno come soggetti quattro gruppi centrali per il panorama Prog-metal odierno. Addirittura i Queensryche e i Dream Theater ne sono i fondatori, mentre gli Opeth sono attualmente i più seguiti. A ruota seguono subito i Symphony X, che hanno fatto un disco più bello dell’altro. I “Queensryche” nacquero discograficamente nel 1983, partendo con un Heavy Metal molto raffinato, poi toccarono sonorità prog modificandosi album per album. I “Dream Theater” presero il carattere dei Queensryche mischiandolo però con tutte le sonorità rock progressive e metal esistenti ed estremizzando una tecnica sempre virtuosistica. Il loro primo album è del 1989. Gli americani “Symphony X”, esistenti dal 1994, sono una band prog-metal che però ha in testa anche l’Heavy e il Power Metal tradizionale. Virtuosi come i Dream Theater, la chitarra imita lo stile dello svedese Malmsteen che riproduce il carattere della musica classica. Gli  svedesi “Opeth”, in attività dal ’95, invece prediligono i suoni scuri con momenti che si rifanno anche al Death/Black Metal più esoterico e magico. Quattro mostri sacri e tutti usciti quest’anno…mi fa un effetto strano. Ma la cosa interessante è che ognuno di essi vive di luce propria fregandosene di ciò che ci si aspetta da loro. Essere prog significa cercare nuove associazioni sonore, per cui chi lo suona difficilmente accetta clichè. E così spesso avvengono cambiamenti, disco dopo disco.  Dei quattro, quelli che mutano meno pelle sono sempre i Dream Theater, criticati spesso per ripetersi senza progredire se non con minime mosse. Stupisce il fatto che si critichi l’eccesso di virtuosismo, che è la cosa che li ha sempre contraddistinti. Ma nessun disco è brutto, le composizioni sono generalmente di alto livello, e se talvolta qualche brano è minore, la tecnica e gli assoli mettono le cose a posto.  I Queensryche invece sono i più anarchici. I loro album hanno fatto spesso fortementestorcere la bocca. Dopo i primi, super osannati, sono stati prodotti lavori che quasi fuoriuscivano dal genere metal (come l’ultimo) toccando tasti pop-rock di varia entità. Ogni volta la band si modella senza essere riconoscibile (se non per la voce che è caratteristica), ma senza mai diluirsi nel panorama mondiale, creando quindi un unicum espressivo. Il prog-metal viene solitamente vissuto secondo gli standard che si legano agli anni ’70, invece i Queensryche vogliono dirsi prog perché fanno accostamenti anche inediti che sembrano snaturare l’idea che di progressive la massa si è fatta. In questa ricerca non sempre i risultati sono ottimali, ma le cose risultano solitamente interessanti. I Symphony X invece, strada facendo, hanno perso molto della scrittura Prog, vivendo sempre più, e con altissima classe, il tipico Metal, quello che si rifà alle origini. Lo fanno inserendo sprazzi prog e assoli lunghi, quindi non abbandonano la raffinatezza e l’eleganza, ma diventano più viscerali e meno complessi.  Gli Opeth invece sembrano voler lasciare il metal facendosi quasi solo Prog-Rock dove gli anni ’70 sono le vere ispirazioni, e al posto del metal, se c’è del duro, è Hard Rock. Facendo così sembrano però perdere parte della loro unicità. Il panorama musicale mondiale non inventa più niente, sembra che sia i musicisti sia i fruitori si divertano a seguire tutto contemporaneamente: il moderno e l’antico in un gioco di miscellanee o di revival come mai era avvenuto fino ad ora. Ed in questo gioco molti gruppi di livello, i più bravi a suonare, girovagano su tutti i sentieri. Se si fa Prog-metal però, i Dream Theater continuano ad essere i più copiati, ed anche quest’anno ci sono stati gruppi bravissimi in cui i Dream si sentono (“Leprous” e “Protest The Hero” per esempio).  La mia idea di Progressive è che non si tratti di un vero genere a sé, ma di una predisposizione mentale e umorale alle atmosfere di ampio respiro. Nel progressive vi sono molti tipi di musica, ma si spogliano della loro peculiarità per fondersi in un insieme che diviene altro. Il Rock’n’roll, il Punk, il Metal tradizionale….sono solo ciò che individualmente sono, il progressive invece forse non esiste….in quest’ottica anche “A day in the life” dei Beatles e “Who are you” degli Who potrebbero essere Prog.  Sky Robertace Latini

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IN QUESTI ANNI ABBIAMO CORSO COSÌ VELOCEMENTE CHE DOBBIAMO ORA FERMARCI PERCHÈ LA NOSTRA ANIMA POSSA RAGGIUNGERCI

(Michael Ende)

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A chi può procedere malgrado gli enigmi, si apre una via. Sottomettiti agli enigmi e a ciò che è assolutamente incomprensibile. Ci sono ponti da capogiro, sospesi su abissi di perenne profondità. Ma tu segui gli enigmi.

(Carl Gustav Jung)