205. COLUI CHE SI CHIAMA COME LA BALENA di un'Americana a Venezia



A volte si scopre per mero caso - esiste il mero caso? - una musica alla radio che sembra essere in sintonia con la nostra frequenza d'onda.  Si prova sorpresa la prima volta che si sente perché il suono è fatto su misura, in armonia col proprio stato d'animo.  La nuova scoperta diventa per un po’ una specie di segreta etichetta personale.  Viaggiando in macchina anni fa, ho scoperto un artista statunitense grazie a una stazione italiana che offre un mix di canzoni assai eclettico.  La stazione in questione non annunciava né i titoli delle canzoni né gli artisti.  Quindi, come sarà capitato a tanti, sono rimasta sospesa a lungo con la mia curiosità circa un paio di brani.  Un giorno mi sono finalmente imbattuta nell'artista, colui che si chiama come la famosa balena, Moby, del romanzo scritto da Herman Melville, personaggio che sarebbe in realtà un lontano zio dell'artista.  I brani che mi avevano colpito erano "Porcelain" (Porcellana) del 2000 e "Lift Me Up" (Tirami sù) del 2005.  Solo ora, diversi anni dopo, comincio ad interessarmi nell'artista, uomo magro e calvo dall'aspetto perennemente giovane, nato di razza bianca l'11 settembre del 1965 in Harlem a New York City.  Il suo nome è Richard Melville Hall, o Moby in arte.  Moby è compositore, cantante, dj, produttore, scrittore, e fotografo.  Suona la chitarra, la tastiera, e il basso elettrico.  Ai suoi inizi suonava in una punk band.  Poi ha fatto un album tutto suo negli anni '90 e da allora ha scritto musiche per film, ha collaborato con famose rock star, e ha venduto più di 20.000.000 copie dei suoi dischi in tutto il mondo.  Facendo le mie ricerche, scopro che Moby è anche attivista a favore degli animali e promotore nella diffusione della propria musica non solo a scopo di lucro.  E' difensore dei diritti altrui, inclusi quelli dei tibetani e gli omosessuali.  Propone anche musica come terapia per le persone che hanno sofferto danni neurologici.  E' affascinato dalle implicazioni fantastiche della Fisica Quantum, ed è convinto assertore della divinità del Cristo.  Scrive brani originali di tipo ambient, elettronico e techno, a volte mescolando il suo suono con Gospel e Blues.  Sicuramente, Moby si occuperà di molte altre cose ancora.  Una sua canzone si chiama "We Are All Made of Stars."  Siamo tutti fatti di stelle.  Non è solo un modo di dire per Moby che, in contrasto con tante piccoli star della musica odierna, dimostra una lunga visione, come quella del Hubble, il telescopio spaziale.  Moby è una persona impegnata e generosa, un vero artista.  In un'intervista ha risposto alla domanda "Oggi cos'è tabù?" dicendo, "L'onestà e la vulnerabilità.  Specialmente nella musica:  ogni popstar cerca di essere più sexy, ogni rapper più duro, ogni rocker più cool."  Moby, invece, è semplicemente Moby, attivamente alla ricerca della comprensione assoluta di tutto.  Consiglio uno sguardo al suo sito.  Ci sono i video, le sue foto, la biografia, il suo blog, e tante altre cose.  E' interessante, come può essere la sua musica, come può essere la vita stessa.  UN’AMERICANA A VENEZIA

1 commento:

  1. Robertace12:43 PM

    Vi sono alcune cose di lui che mi piacciono. Altre volte lo trovo un pò statico e piatto. Però l sua musica possiede una forte dose di intimismo.
    Roberto Sky

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